Impianti antifurto e impianti d’allarme

In questa sezione approfondiamo l’argomento degli impianti antifurto e impianti d’allarme, ecco alcune informazioni tecniche utili da sapere.

Tra gli antifurti attivi troviamo quelli elettrici ed elettronici che sono regolati dalle norme CEI CT 79 e devono rispondere dei requisiti di sicurezza, affidabilità e semplicità d’uso. La loro rispondenza alle norme è certificata dal marchio IMQ.
La classificazione di un impianto antifurto e la sua idoneità all’installazione nei diversi ambienti interni od esterni soggetti a diverse temperature viene fatta dalle norme IEC della Commissione Elettrotecnica Internazionale e sono recepite in Italia dalle norme CEI.

La norme CEI classificano gli involucri destinati a contenere le apparecchiature elettroniche dell’antifurto in base all’ambiente in cui sarà collocato e quindi l’installatore deve verificare la corretta idoneità dell’involucro a proteggere l’apparecchiatura in previsione di dove verrà collocato. Le norme CEI classificano gli involucri con dei simboli grafici o con simboli alfanumerici costituiti dalle lettere IP (International Protection) seguite da due cifre che indicano il grado di protezione dell’involucro e l’ambiente idoneo ad accoglierlo.

Un impianto antifurto di solito è formato da più elementi che possono essere integrati o separati tra i quali ricordiamo:

  • Alimentatore, collegato alla rete elettrica per alimentare l’inpianto stesso e la batteria tampone di riserva in caso di mancanza di energia elettrica;
  • Rivelatore o sensore, apparecchio trasduttore destinato a trasformare un evento come un rumore, una vibrazione, un movimento, una variazione di temperatura, ecc, in una corrente elettrica idonea o in un segnale. Può essere di tipo passivo come ad esempio un
  • Interruttore magnetico o attivo come ad esempio un emettitore di ultrasuoni o microonde;
    centralina di comando, apparecchio in grado di elaborare i segnali o le correnti provenienti dai rivelatori e attivare gli appositi allarmi;
  • Dispositivo di allarme, apparecchio che segnala l’attivazione di un allarme attraverso un suono acustico o un segnale luminoso;
    comando di controllo, apparecchio che si interfaccia con la centralina e serve a programmare l’antifurto attivandolo o disattivandolo.
  • Può essere integrato nella centalina o separato come un telecomando;
    cablatura, sono i cavi destinati al collegamento dei vari elementi dell’antifurto: sensori, centralina, alimentatore.

Impianti antifurto a bassa tensione

Ogni impianto di antifurto a bassa tensione deve avere il marchio CE per essere commercializzato e ciò garantisce la rispondenza alle norme IEC internazionali.
Come dispositivo elettrico, l’antifurto deve essere conforme anche alla norma CEI 64-8. Mentre, per quanto riguarda il suo ambito di applicazione, le norme CEI di riferimento sono principalmente le CEI 79-2 -3 -4 e le CEI 79-16 per quanto riguarda i sistemi senza fili con collegamenti a radiofrequenza.

Impianti d’allarme norme

Per chi trasgredisce alle norme, il decreto legislativo del 25/11/1996 n 626 e successive modifiche prevede pesanti sanzioni amministrative per i fabbricanti e venditori e sanzioni penali (Decreto legislativo n. 626 del 19/04/1994) per l’installatore.